Molise…. “il centro dell’universo”.

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Molise…. “il centro dell’universo”.

Il Molise è una regione purtroppo molto sottovalutata. Ci sono angoli di paradiso incontaminati, e le sue persone sono riservate, ma generose di sorrisi. Vivono con la terra, e la terra vive con loro. Ma non perdono mai l’ occasione per condividerla con te. Li trovi lungo il porto che ti consigliano posti di nicchia, con gli occhi innamorati mentre ne parlano, o li trovi in campagna, in un angolo fuori dal mondo, dove però per un attimo ti fermi e ti sembra proprio quello, il centro dell’universo.
Questo posto si chiama Valle di Gioia, e lo è davvero. .  

Molise …. “the center of the universe”

Molise is a region unfortunately very underestimated. There are corners of unspoilt paradise, and its people are reserved, but generous of smiles. They live with the earth, and the earth lives with them. But they never lose the opportunity to share it with you. You find them along the harbor that they recommend niche places, their eyes are in love while talking about them, or find them in the countryside, in a corner outside the world, where, however, for a moment you stop and you just look like that, the center of the universe. This place is called Valle di Gioia, and it really is 

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http://valledigioia.it/

testo e foto di Claudia Plebani

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Una scelta di coscienza

 

Guglionesi
“Personaggi guglionesani”:

Mario Sorella (I. M. I.), una scelta di coscienza


Antonio Sisto ● Fuoriportaweb

Mario Sorella, per gli amici, Manduccio, è nato a Guglionesi il 4 novembre 1923, dove risiede in via Capitano Verri 1. In pochi conoscono la sua storia di giovane soldato internato nei campi di concentramento di Germania e Polonia, durante la seconda guerra mondiale. Lui e Antonio Sorella sono gli unici sopravvissuti guglionesani ancora viventi. Manduccio e Antonio facevano parte degli I.M.I. (Internati Militari Italiani), non erano prigionieri di guerra. Purtroppo, ancora oggi, quella degli I.M.I. è una pagina di storia poco nota e chiara. Dopo l’8 settembre 1943, data dell’armistizio con gli alleati, catturati dai tedeschi, Manduccio e Antonio, si sono rifiutati di combattere in favore della Germania e hanno scelto volontariamente e consapevolmente la dura prigionia nei lager nazisti piuttosto che giurare fedeltà a Hitler e Mussolini. La presenza e il saluto di Manduccio sul palco del Teatro Fulvio di Guglionesi il 6 OTTOBRE 2016 in occasione della presentazione del libro Volontario di Coscienza del tenente Giuseppe Lidio Lalli, ex internato di Bonefro, hanno commosso i tantissimi spettatori presenti. Specialmente i giovani studenti che, l’hanno ascoltato con attenzione, gli hanno dedicato un lungo applauso. Antonio non è stato presente per acciacchi dovuti al cambio di stagione, ma idealmente anche lui è stato con noi ed è stato ricordato e salutato.

“Era il 6 di gennaio del 1943 quando fui chiamato alle armi. Lavoravo nella campagna dei miei genitori, duramente, dalla mattina alla sera. Da Guglionesi partimmo in due, Antonio Sorella ed io. Anche se avevamo lo stesso cognome, non eravamo parenti. Ci assegnarono alla Brigata Garibaldi di stanza a Perugia. Dopo un mese d’addestramento c’inviarono al fronte, destinazione Jugoslavia. Compiuto un breve tirocinio, ci mandarono al Battaglione come rinforzo. Facevamo ordine pubblico e vigilanza armata. Il nostro compito principale era il controllo del territorio, un’attività molto pericolosa. Dovevamo contrastare i ribelli che vedevano in noi dei nemici perché ci consideravano invasori. Dopo l’armistizio dell’8 settembre ci trovavamo in servizio a Lubiana e, dal nostro comandante, fummo lasciati liberi di decidere cosa fare del nostro destino. C’era un caos indescrivibile e poiché eravamo ragazzini di vent’anni senza nessuna esperienza e lontani dalla nostra patria, non sapevamo né cosa fare e tantomeno quello che più era buono per noi. Eravamo tutti come pecore senza pecoraio. Non avevamo nessuna guida e ogni decisione poteva rivelarsi controproducente. Le prospettive erano due: andare verso la montagna, dove c’erano i partigiani, oppure tentare di ritornare in Italia attraverso la linea adriatica. Antonio ed io decidemmo di provare a ritornare a casa, verso la via del mare. Purtroppo, arrivati vicino a Trieste, la nostra avventura terminò. Fummo fatti prigionieri dai soldati tedeschi. Ci chiesero subito da che parte volevamo stare. Noi non aderimmo a passare con loro e, fummo deportati in Germania a Meppen. Dopo circa un mese ci spostarono allo Stalag di Hilden, vicino a Dusseldorf. Ci misero a lavorare in una fabbrica che produceva bombe, fucili e carri armati. Ricordo che ci trattavano come bestie e c’era tanto freddo che, nemmeno la nostra gioventù, riusciva a sopportare. La fame era tanta, non ci passavano quasi niente da mangiare, solo tre patate al giorno e, un filone di pane lo dovevamo dividere in cinque e, farcelo bastare per tutta la giornata. A nostro rischio e pericolo dovevamo inventarci sempre qualcosa di nuovo per cercare di sopravvivere. Dietro la tuta da lavoro avevamo stampato una grossa lettera I, che identificava la nazionalità dei prigionieri, nel mio caso, Italiano. Alla fine del 1944 fui mandato in Polonia, all’”Arbeit front”. Antonio restò a Meppen e, non ho avuto, mai, sue notizie. Vigilati dai soldati tedeschi, ci facevano costruire gallerie e trincee. Solo Dio sa quante volte ho creduto di morire. A febbraio ci riportarono in Germania in un campo che non ricordo il nome. Il 15 aprile del 1945 finalmente ci fu la liberazione da parte dei soldati americani, non mi sembrava vero. La prima cosa che fecero fu quella di spidocchiarci e di rifocillarci a dovere. Eravamo passati, dal nulla alle scatolette piene di ogni ben di Dio. Grandi pezzi di formaggio, cioccolate e altre cose che non avevo mai visto prima. Non bastò una settimana ad abituarmi alla nuova dieta. Dopo varie peripezie, con mezzi di fortuna e su un treno scoperto, il 15 agosto del 1945 arrivai a Guglionesi. Ero talmente provato che ho impiegato anni a riprendermi e tornare alla vita normale. Quelle scene umilianti, ancora oggi, sono ben vive nella mia mente. In seguito fui chiamato a Campobasso, dove fui decorato con una croce di guerra, una medaglia e novemila lire. Da Guglionesi siamo partiti in tanti per la guerra, molti siamo stati fatti prigionieri e rinchiusi nei vari campi di concentramento di Albania, Grecia, Russia, Jugoslavia etc… non tutti hanno avuto la fortuna di tornare a casa. A loro vanno il mio ricordo e il mio saluto. Non finirò mai di ringraziare il Signore che mi ha dato la forza di sopravvivere e di poter raccontare queste storie. Al paese ho ritrovato Antonio e abbiamo festeggiato il nostro incontro con un buon bicchiere di vino paesano. Ora, so che vive a Sa Giacomo degli Schiavoni e ha buona salute. A Guglionesi, di quelli che hanno fatto la seconda guerra mondiale, sono rimasto solo io, non so se tra quelli emigrati ci sia ancora qualcuno vivo”.

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C’era una volta…… Guglionesi

Domenica 8 Maggio 2016  ore 21:00  al Teatro Cinema Fulvio

I Guje ( Gruppo Folklorico di Guglionesi ) Presidente Antonio Giuliani – Presentano lo spettacolo popolare ” C’era una volta…. Guglionesi”
Canti tradizionali, Spettacolo di Varietà, ScenetteTeatrali, Balli Folklorisitici.
Lo spettacolo si articola su ricordi tra il nostalgico, l’ironico e derisorio. Per quanto ossimorico e paradossale possa sembrare.

Ceraunavoltaguglionesi

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PANORAMITALIA best of ITALIAN

http://www.panoramitalia.com/en/

@panoramitalia

Panoram Italia magazine was founded in 2002 in Montreal, Quebec, Canada, by publisher Antonio Zara. It is currently published bimonthly with two distinct editions: one for the Greater Montreal and Ottawa Areas, and one for the Greater Toronto Area. Panoram Italia aims to unify Italian-Canadians and rekindle their connection to their Italian heritage, while also presenting the beauty and diversity of Italian culture to all Italophiles. The magazine not only puts a spotlight on outstanding Italian-Canadians and their contributions to Canadian society and the world, but also includes great information on Italian travel, food, fashion, wine, sports, entertainment, arts, culture, history, politics, life stories, and much more.

Panoram Italia magazine is distributed to 100,000 home and business addresses across Canada as well as hundreds of drop-off points (50,000 copies) free of charge. The reasoning behind this bold method is to simply disperse Panoram Italia’s message to as many readers as possible and to guarantee that Italian and Italian-Canadian culture is widely available. Over the years, the magazine has become a staple in thousands of Italian-Canadian homes, and has truly become the voice of Canada’s new and emerging Italians.Panoramitalia Magazine

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B&B Valle di Gioia stagione primavera – estate 2016

B&B Valle di Gioia

Guglionesi , Campobasso Molise, Italia

<blockquote>Il B&B è stato allestito in un casino di campagna completamente ristrutturato costruito ai primi del ‘900 e composto di tre ampie camere con bagno su due livelli con tutti i confort per renderlo pi…</blockquote></div>https://www.airbnb.it/embeddable/airbnb_jssdk</div>

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Beer Attraction parte prima: la birra è donna

Sorgente: Beer Attraction parte prima: la birra è donna

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B&B Valle Di Gioia

inizia la nuova stagione 2016

 

mouchemouche9

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